
Punta tutto sul Tour Ivan Basso: dopo il 3°posto del 2004 e il 2°del 2005, il varesino vuole almeno un altro podio
Insieme al ritrovato Cunego, l’Italia del pedale punta tutto su di lui: Ivan Basso, varesino prossimo ai 33 anni, sa che questo deve essere il suo Tour dopo aver scelto di non difendere la maglia rosa 2010 per concentrarsi solo sulla Grand Boucle. Amore a prima vista, sembrerebbe, fra Ivan e il Tour, anche se il diretto interessato, da buon italiano, sottolinea la sua maggior affinità con la corsa rosa: amore a prima vista perchè è al Tour del 2003 che Ivan si scopre corridore da corse a tappe, in grado di lottare sulle tre settimane con i migliori. Maglia bianca nel 2003, nel 2004 vince la sua prima tappa ( a La Mongie, per gentile concessione di Armstrong, suo grande estimatore ) e chiude terzo sul podio di Parigi alle spalle dell’americano e di Andreas Kloden. Basso comincia a volere di più e nel 2005 decide di prender parte anche al Giro: indossa la maglia rosa che perderà verso Canazei per poi andare in crisi nera sullo Stelvio. Accusa oltre 30′ di ritardo ma nell’ultima settimana si toglie lo sfizio di vincere la crono di Torino e l’arrivo in salita sul Colle di Tenda. Al Tour contro Armstrong c’è poco da fare: Ivan, per di più, sembra correre per il secondo posto che arriva davanti a Ullrich nonostante la mezza debacle nella crono conclusiva. Il 2006 si preannuncia l’anno della consacrazione: prima il Giro e poi il Tour, dove non dovrà più guardarsi da Armstrong, che nel frattempo ha abbandonato l’attività. Vince il Giro senza colpo ferire, dominando a crono e in montagna ma cadendo in polemiche, peraltro inutili, con Simoni. Poi il colpo di scena. Scoppia l’Operacion Puerto che trascina nella polvere proprio i due grandi favoriti per il Tour, Basso e Ullrich. Scattano i due anni di squalifica che resitituiscono, nel 2009, un Basso diverso, più umano e meno superuomo: riesce a piazzarsi nei 5 sia al Giro del centenario vinto da Menchov sia alla Vuelta vinta da Valverde e ritrova soprattutto il passo della competizione. Il 2010 diventa l’anno della rinascita, con il trionfo al Giro condito dall’impresa sullo Zoncolan: poco importa se i rivali alla fine si chiamano Arroyo e il compagno di squadra Nibali. Decide così di tornare al Tour dopo 4 anni: resiste nelle prime tappe alpine ma sulla Madeleine Contador lo schianta, replicando verso Ax-3-Domaines. Al resto ci pensa un malessere che lo debilita durante il secondo giorno di riposo e lo spedisce nell’anonimato. Da quel giorno per Ivan l’obiettivo è diventato misurarsi ancora con Contador al Tour. Per far ciò ha rinuciato alla difesa della maglia rosa al Giro e ha attraversato una primavera incolore, senza grandi acuti: anche il recente Delfinato è stato tutt’altro che positivo, con Basso sempre staccato non appena la strada saliva, anche per colpa di un incidente durante l’ultimo stage in altura sull’Etna che ne ha rallentato la preparazione. Ma il tempo per essere protagonisti al Tour c’è: la strada per il podio di Parigi parte solo tra 8 giorni.