
Robert Gesink rappresenta la grande speranza olandese a questo Tour de France: vuole migliorare il 6° posto di 12 mesi fa
Sono rispettivamente le grandi speranze di Belgio ed Olanda e su di loro puntano forte le loro squadre, Lotto e Rabobank, per la classifica finale: Jurgen Van Den Broeck e Robert Gesink sono pronti per un Tour di alto livello. Il primo, belga, ha ereditato l’anno scorso i gradi di capitano dello Omega-Lotto dopo l’addio di Evans ma nessuno sembrava dargli troppo credito. Invece Jurgen, dopo un Delfinato di grande livello chiuso al quarto posto, si è ripetuto sulle strade del Tour, dimostrando di poter lottare se non proprio con Contador e Schleck, almeno con gli altri pretendenti al podio. Protagonista sulle Alpi e ancor di più sui Pirenei, Van Den Broeck è stato però penalizzato dalla crono finale che gli ha impedito di competere per il podio: il 5° posto finale però è molto prestigioso e il belga ha tutta l’intenzione di provare a ripetersi. Dopo una prima parte di stagione corsa in appoggio al compagno Gilbert, Van den Broeck è tornato protagonista al recente Delfinato dove ha vinto una tappa per distacco, ha impressionato in salita e ha chiuso nuovamente al quarto posto finale, penalizzato principalmente dalla crono di Grenoble, la stessa che dovrà affrontare anche al Tour. Questa sembra essere la grande lacuna di Jurgen, che potrebbe frenarlo nella caccia al podio al prossimo Tour, sebbene la prova contro il tempo della Grand Boucle arriverà solo il penultimo giorno, quando le forze in campo saranno più bilanciate fra specialisti e scalatori. Robert Gesink invece ha il passato di un vero predestinato a cui manca solo la grande consacrazione. Il 24enne olandese è sulla bocca degli addetti ai lavori già dal 2008, quando fu quarto al Delfinato e corse una grande Vuelta terminata al settimo posto: l’anno successivo, al Tour per aiutare Menchov, cadde e si fratturò dovendo abbandonare la corsa francese dopo appena 4 tappe. Alla Vuelta diede filo da torcere a Valverde in salita e, mentre era secondo in generale, fu vittima di una nuova caduta che lo debilitò e gli costò il podio facendolo terminare sesto in generale. Lo scorso anno decise di puntare tutto sul Tour dove, insieme al capitano Menchov, formavano una coppia temibile: il russo, anche grazie al giovane delfino chiuse terzo, mentre il “Condor” a Parigi fu sesto. Quest’anno è partito bene, vincendo il Tour dell’Oman e correndo da protagonista la Tirreno dove è giunto secondo dietro ad Evans. Non brillantissimo nella settimana sulle Ardenne, Gesink al Delfinato è uscito subito di classifica per potersi testare nelle ultime tappe di montagna dove ha colto due secondi posti dietro a Rodriguez. Anche per l’olandese il tallone d’achille è senza dubbio la cronometro, a cui si aggiunge una squadra che potrebbe pagare qualche secondo nella crono del secondo giorno: lo scorso anno dopo aver dominato il tappone del Tour de Suisse, crollò nella crono finale finendo solo 5° in classifica. In sostanza, per Robert come per Jurgen, la caccia ad un posto sul podio, per quanto difficile, passa inesorabilmente dalle montagne: lì sicuramente li vedremo protagonisti sempre all’attacco.