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		<title>Meglio il Tour del Giro?</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 15:35:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo le incredibili indiscrezioni fuoriuscite la scorsa settimana, confermatesi veritiere, sui percorsi di Giro e Tour, sono arrivate tra domenica e oggi le presentazioni ufficiali. Come detto, tutto confermato rispetto agli spoiler degli ultimi giorni, con due corse meno impegnative dello scorso anno seppur con alcuni importanti passaggi cruciali. Cominciamo dal Giro. Si parte dalla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ste1983.wordpress.com&amp;blog=7599456&amp;post=601&amp;subd=ste1983&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_602" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/10/images.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-602" title="images" src="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/10/images.jpg?w=150&#038;h=109" alt="" width="150" height="109" /></a><p class="wp-caption-text">Svelato stamane il percorso del Tour 2012: favoriti d&#039;obbligo Contador e il vincitore 2011 Cadel Evans</p></div>
<p>Dopo le incredibili indiscrezioni fuoriuscite la scorsa settimana, confermatesi veritiere, sui percorsi di Giro e Tour, sono arrivate tra domenica e oggi le presentazioni ufficiali. Come detto, tutto confermato rispetto agli spoiler degli ultimi giorni, con due corse meno impegnative dello scorso anno seppur con alcuni importanti passaggi cruciali. Cominciamo dal Giro. Si parte dalla Danimarca, e si sapeva da maggio, ma nelle prime due settimane di forte c&#8217;è ben poco: la cronosquadre di Verona è velocissima, gli arrivi in salita a Rocca di Cambio e Lago Laceno non faranno grossa selezione, le tappe miste di Porto S.Elpidio e Sestri Levante alla fine non smuoveranno la classifica dei big. Ultimi otto giorni più movimentati anche se la salita di Cervinia ( quella che valse la maglia rosa a Gotti nel &#8217;97 ) non appare particolarmente complicata. Un pò più dura dovrebbe essere il giorno dopo la scalata verso Pian dei Resinelli ma la corsa rosa si decide più avanti: Cortina, con il Giau a -17 dal traguardo e Alpe di Pampeago, con doppia scalata della durissima Alpe inframmezzata dal Lavazè. Difficile capitino sorprese il penultimo giorno: il nuovo Mortirtolo è duro ma troppo lontano dal traguardo; si aspetterà lo Stelvio, salita lunghissima ma pedalabile. La crono di Milano potrebbe in questo senso avere ancora qualcosa da dire il giorno successivo prima del podio di Piazza Duomo. Il Tour de France invece torna all&#8217;antico: si parte in Belgio, da Liegi, e poi prime tappe per velocisti. Primo weekend sui Vosgi con il nuovo e duro arrivo sulla Gran Colombierè seguito da una tappa mossa. Poi crono a Besancon e Alpi, con due tappe tra cui un arrivo in salita a La Toussuire, dopo aver rivissuto la stessa tappa del 2006, con Madeleine e Croix de Fer prima del finale. Poi trasferimento, non sempre pianeggiante, verso i Pirenei, con tre tappe di progressiva difficoltà: succederà nulla verso Foix ma sul Peyresourde il giorno dopo e sull&#8217;arrivo in salita inedito di Peyragudes il Tour verrà sconvolto. Attenzione alla maxicrono del penultimo giorno, 52 km che favoriscono gli specialisti del tic-tac. Nel complesso, il Giro ha scelto di alleggerirsi sperando di attrarre qualche big in più ma non ha fatto i conti con l&#8217;Olimpiade che cadrà appena una settimana dopo il Tour e che rende la Grand Boucle più appetibile. Per il resto, solito errore degli organizzatori della corsa rosa nel non dare un peso almeno decoroso alle crono mentre in Francia si è forse fatto lo sbaglio opposto. A prima vista il Tour sembra però pensato con un criterio ben preciso, a difesa della tradizione e con uno sguardo a Londra 2012, cosa che gli procurerà sicuramente la presenza di tutti i big, sia per la classifica sia per volate e tappe. Il Giro, invece, ha sofferto del passaggio di consegne nell&#8217;organizzazione, passando dalla estrema durezza dei percorsi di Zomegnan e un misto che piace a nessuno. Ma come spesso accade, più dei percorsi, lo spettacolo lo regalano i protagonisti: quindi parola a loro, fateci divertire.</p>
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		<title>Tour de France -6: gli outsider, Jurgen Van den Broeck e Robert Gesink</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 16:37:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono rispettivamente le grandi speranze di Belgio ed Olanda e su di loro puntano forte le loro squadre, Lotto e Rabobank, per la classifica finale: Jurgen Van Den Broeck e Robert Gesink sono pronti per un Tour di alto livello. Il primo, belga, ha ereditato l&#8217;anno scorso i gradi di capitano dello Omega-Lotto dopo l&#8217;addio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ste1983.wordpress.com&amp;blog=7599456&amp;post=595&amp;subd=ste1983&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_596" class="wp-caption alignleft" style="width: 112px"><a href="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/gesink.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-596" title="Gesink" src="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/gesink.jpg?w=102&#038;h=150" alt="" width="102" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Robert Gesink rappresenta la grande speranza olandese a questo Tour de France: vuole migliorare il 6° posto di 12 mesi fa</p></div>
<p>Sono rispettivamente le grandi speranze di Belgio ed Olanda e su di loro puntano forte le loro squadre, Lotto e Rabobank, per la classifica finale: Jurgen Van Den Broeck e Robert Gesink sono pronti per un Tour di alto livello. Il primo, belga, ha ereditato l&#8217;anno scorso i gradi di capitano dello Omega-Lotto dopo l&#8217;addio di Evans ma nessuno sembrava dargli troppo credito. Invece Jurgen, dopo un Delfinato di grande livello chiuso al quarto posto, si è ripetuto sulle strade del Tour, dimostrando di poter lottare se non proprio con Contador e Schleck, almeno con gli altri pretendenti al podio. Protagonista sulle Alpi e ancor di più sui Pirenei, Van Den Broeck è stato però penalizzato dalla crono finale che gli ha impedito di competere per il podio: il 5° posto finale però è molto prestigioso e il belga ha tutta l&#8217;intenzione di provare a ripetersi. Dopo una prima parte di stagione corsa in appoggio al compagno Gilbert, Van den Broeck è tornato protagonista al recente Delfinato dove ha vinto una tappa per distacco, ha impressionato in salita e ha chiuso nuovamente al quarto posto finale, penalizzato principalmente dalla crono di Grenoble, la stessa che dovrà affrontare anche al Tour. Questa sembra essere la grande lacuna di Jurgen, che potrebbe frenarlo nella caccia al podio al prossimo Tour, sebbene la prova contro il tempo della Grand Boucle arriverà solo il penultimo giorno, quando le forze in campo saranno più bilanciate fra specialisti e scalatori. Robert Gesink invece ha il passato di un vero predestinato a cui manca solo la grande consacrazione. Il 24enne olandese è sulla bocca degli addetti ai lavori già dal 2008, quando fu quarto al Delfinato e corse una grande Vuelta terminata al settimo posto: l&#8217;anno successivo, al Tour per aiutare Menchov, cadde e si fratturò dovendo abbandonare la corsa francese dopo appena 4 tappe. Alla Vuelta diede filo da torcere a Valverde in salita e, mentre era secondo in generale, fu vittima di una nuova caduta che lo debilitò e gli costò il podio facendolo terminare sesto in generale. Lo scorso anno decise di puntare tutto sul Tour dove, insieme al capitano Menchov, formavano una coppia temibile: il russo, anche grazie al giovane delfino chiuse terzo, mentre il &#8220;Condor&#8221; a Parigi fu sesto. Quest&#8217;anno è partito bene, vincendo il Tour dell&#8217;Oman e correndo da protagonista la Tirreno dove è giunto secondo dietro ad Evans. Non brillantissimo nella settimana sulle Ardenne, Gesink al Delfinato è uscito subito di classifica per potersi testare nelle ultime tappe di montagna dove ha colto due secondi posti dietro a Rodriguez. Anche per l&#8217;olandese il tallone d&#8217;achille è senza dubbio la cronometro, a cui si aggiunge una squadra che potrebbe pagare qualche secondo nella crono del secondo giorno: lo scorso anno dopo aver dominato il tappone del Tour de Suisse, crollò nella crono finale finendo solo 5° in classifica. In sostanza, per Robert come per Jurgen, la caccia ad un posto sul podio, per quanto difficile, passa inesorabilmente dalle montagne: lì sicuramente li vedremo protagonisti sempre all&#8217;attacco.</p>
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		<title>Tour de France -7: i protagonisti, Samuel Sanchez</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 09:22:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_593" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/samuel-sanchez.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-593" title="samuel-sanchez" src="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/samuel-sanchez.jpg?w=150&#038;h=108" alt="" width="150" height="108" /></a><p class="wp-caption-text">Il campione olimpico Samuel Sanchez vuole il podio di Parigi dopo il quarto posto del 2010</p></div>
<p>Capitano, uomo immagine, simbolo: il campione olimpico in carica Samuel Sanchez è forse anche più di questo per la formazione basca della Euskaltel-Euskadi che punta tutto sul suo uomo migliore per il prossimo Tour. Fra i candidati al podio Samuel è peraltro il meno decorato quanto a palmares: corridore che vince poco ma bene, capace di mettere in fila una serie di piazzamenti incredibili fra corse in linea e corse a tappe medio-brevi. Nato atleta per le gare di un giorno, Samuel si scopre buon protagonista alla Vuelta 2007, dove nella seconda metà della corsa riesce a rimontare fino al podio dietro a Menchov e Sastre, scalzando niente meno che Cadel Evans, mostrando buona attitudine in montagna e discreta resistenza a cronometro. L&#8217;anno successivo punta tutto sul Tour, dove vuole assolutamente la classifica: a sopresa però va in difficoltà sul Tourmalet, nella tappa con arrivo a Lourdes Hautacam, giungendo a 3&#8242; dai migliori. Velleità di podio finite anche che se sulle Alpi sarà assoluto protagonista con il secondo posto sull&#8217;Alpe d&#8217;Huez e un sesto posto finale che lo soddisfa a metà. La delusione però, dura poco: a Pechino, Samuel si laurea campione olimpico nella gara in linea, vittoria che lo rilancia a livello mondiale. Nel 2009 decide di non partecipare al Tour per concentrarsi sulla corsa di casa, la Vuelta, che gli addice parecchio: sulla sua strada, però, trova rivali accreditati come Valverde, Gesink, Basso ed Evans. Fatica a trovare un buon colpo di pedale e paga dazio nelle prime tappe di montagna, salvo poi cominciare una nuova rimonta che, grazie anche alla caduta di Gesink e alla foratura di Evans sull&#8217;Alto de Monachill, lo candida a grande rivale di Valverde. Samuel lo impegna verso Sierra de la Pandera, poi sull&#8217;Alto de Navacerrada e nella crono conclusiva ma non riesce ad andare oltre il secondo posto. Rinfrancato dal secondo podio della carriera in una grande corsa a tappe, nel 2010 decide di riprovare l&#8217;assalto al Tour: perde quasi 2&#8242; minuti sul pavè ma sulle Alpi si fa valere, con il secondo posto a Morzine dietro ad Andy Schleck. Sulla Madeleine, nel giorno del primo grande duello fra Contador e Schleck è il migliore degli &#8220;umani&#8221;, anzi, in discesa quasi riesce ad accodarsi ai due sfidanti. Sui Pirenei la forma va un pò in calando e deve subire il ritorno di Denis Menchov: con il russo inscena un duello per il terzo posto che si concluderà solo nella crono di Bordeaux. La supremazia del corridore della Rabobank è però troppo evidente e Samuel deve accontentarsi del quarto posto. Da allora Sanchez ha in mente solo il podio di Parigi. Niente Vuelta e niente Giro, dove in casa Euskadi si punta su Anton, solo qualche apparizione neanche troppo fortunata nelle classiche delle Ardenne: per lui anche una vittoria di tappa al Pais-Vasco e un Delfinato corso in sordina, come 12 mesi fa. &#8220;Samu&#8221; sogna il giallo, ma si accontenterebbe volentieri di un posto sul podio di Parigi.</p>
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		<title>Tour de France -8: i protagonisti, Ivan Basso</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 16:17:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Insieme al ritrovato Cunego, l&#8217;Italia del pedale punta tutto su di lui: Ivan Basso, varesino prossimo ai 33 anni, sa che questo deve essere il suo Tour dopo aver scelto di non difendere la maglia rosa 2010 per concentrarsi solo sulla Grand Boucle. Amore a prima vista, sembrerebbe, fra Ivan e il Tour, anche se [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ste1983.wordpress.com&amp;blog=7599456&amp;post=588&amp;subd=ste1983&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_589" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/basso_ivan_liquigas.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-589" title="basso_ivan_liquigas" src="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/basso_ivan_liquigas.jpg?w=150&#038;h=94" alt="" width="150" height="94" /></a><p class="wp-caption-text">Punta tutto sul Tour Ivan Basso: dopo il 3°posto del 2004 e il 2°del 2005, il varesino vuole almeno un altro podio</p></div>
<p>Insieme al ritrovato Cunego, l&#8217;Italia del pedale punta tutto su di lui: Ivan Basso, varesino prossimo ai 33 anni, sa che questo deve essere il suo Tour dopo aver scelto di non difendere la maglia rosa 2010 per concentrarsi solo sulla Grand Boucle. Amore a prima vista, sembrerebbe, fra Ivan e il Tour, anche se il diretto interessato, da buon italiano, sottolinea la sua maggior affinità con la corsa rosa: amore a prima vista perchè è al Tour del 2003 che Ivan si scopre corridore da corse a tappe, in grado di lottare sulle tre settimane con i migliori. Maglia bianca nel 2003, nel 2004 vince la sua prima tappa ( a La Mongie, per gentile concessione di Armstrong, suo grande estimatore ) e chiude terzo sul podio di Parigi alle spalle dell&#8217;americano e di Andreas Kloden. Basso comincia a volere di più e nel 2005 decide di prender parte anche al Giro: indossa la maglia rosa che perderà verso Canazei per poi andare in crisi nera sullo Stelvio. Accusa oltre 30&#8242; di ritardo ma nell&#8217;ultima settimana si toglie lo sfizio di vincere la crono di Torino e l&#8217;arrivo in salita sul Colle di Tenda. Al Tour contro Armstrong c&#8217;è poco da fare: Ivan, per di più, sembra correre per il secondo posto che arriva davanti a Ullrich nonostante la mezza debacle nella crono conclusiva. Il 2006 si preannuncia l&#8217;anno della consacrazione: prima il Giro e poi il Tour, dove non dovrà più guardarsi da Armstrong, che nel frattempo ha abbandonato l&#8217;attività. Vince il Giro senza colpo ferire, dominando a crono e in montagna ma cadendo in polemiche, peraltro inutili, con Simoni. Poi il colpo di scena. Scoppia l&#8217;Operacion Puerto che trascina nella polvere proprio i due grandi favoriti per il Tour, Basso e Ullrich. Scattano i due anni di squalifica che resitituiscono, nel 2009, un Basso diverso, più umano e meno superuomo: riesce a piazzarsi nei 5 sia al Giro del centenario vinto da Menchov sia alla Vuelta vinta da Valverde e ritrova soprattutto il passo della competizione. Il 2010 diventa l&#8217;anno della rinascita, con il trionfo al Giro condito dall&#8217;impresa sullo Zoncolan: poco importa se i rivali alla fine si chiamano Arroyo e il compagno di squadra Nibali. Decide così di tornare al Tour dopo 4 anni: resiste nelle prime tappe alpine ma sulla Madeleine Contador lo schianta, replicando verso Ax-3-Domaines. Al resto ci pensa un malessere che lo debilita durante il secondo giorno di riposo e lo spedisce nell&#8217;anonimato. Da quel giorno per Ivan l&#8217;obiettivo è diventato misurarsi ancora con Contador al Tour. Per far ciò ha rinuciato alla difesa della maglia rosa al Giro e ha attraversato una primavera incolore, senza grandi acuti: anche il recente Delfinato è stato tutt&#8217;altro che positivo, con Basso sempre staccato non appena la strada saliva, anche per colpa di un incidente durante l&#8217;ultimo stage in altura sull&#8217;Etna che ne ha rallentato la preparazione. Ma il tempo per essere protagonisti al Tour c&#8217;è: la strada per il podio di Parigi parte solo tra 8 giorni.</p>
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		<title>Tour de France -9: i protagonisti, Cadel Evans</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 16:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste1983</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_586" class="wp-caption alignleft" style="width: 125px"><a href="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/evans.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-586" title="evans" src="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/evans.jpg?w=115&#038;h=150" alt="" width="115" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Cadel Evans in giallo al Tour 2008: per il 34enne australiano il Tour 2011 potrebbe essere l&#039;ultima grande chance</p></div>
<p>Altro uomo di cui non si può non parlare quando si discute del Tour e dei possibili favoriti è senza dubbio Cadel Evans. L&#8217;australiano è considerato, da molti, una sorta di eterno incompiuto, incapace di riuscire a vincere corse importanti: insomma, un sempre e solo piazzato. Se da un lato Cadel ha sorpreso tutti trionfando al mondiale di Mendrisio 2009 e poi vincendo in maglia iridata la Freccia Vallone, per quanto concerne il capitolo corse a tappe l&#8217;etichetta di eterno secondo Evans se la merita proprio. Il grande pubblico comincia a sentir parlare di questo australiano proveniente dalla mountain-bike nel 2002, quando, al debutto indossa addirittura la maglia rosa al Giro prima di crollare nell&#8217;ultima tappa alpina con arrivo a passo Coe. Sembrava dover essere l&#8217;inizio di una carriera fulminante, ma vari guai fisici conditi con il passaggio in T-Mobile, dove tutto era votato alla causa di Jan Ullrich, hanno fatto sparire Cadel dal giro che conta per almeno tre anni. Nel 2005 finalmente si piazza al Tour, ottavo, replicando nel 2006 dove arriva fino al quarto posto: pronto per il grande salto di qualità, nel 2007 è considerato uno dei grandi favoriti. Purtroppo per Evans il 2007 è anche l&#8217;anno dell&#8217;esplosione di Contador: Evans fatica in montagna e nella crono finale si ferma a 23&#8221; da Alberto, chiudendo secondo. Nello stesso anno è alla Vuelta dove sfiora il podio salvo poi cominciare a preparare il grande assalto al Tour 2008, al quale, causa affaire-Astana, Contador non poteva partecipare. Evans indossa la maglia gialla ma la perde salendo verso Pratonevoso a beneficio di Franck Schleck; il marcamento però è tutto fra Evans e Menchov, i più accreditati in ottica crono finale. Nell&#8217;ultima tappa di montagna, sull&#8217;Alpe d&#8217;Huez, è però Carlos Sastre a far saltare il banco: tappa e maglia, che ne Evans ne Menchov riescono a strappargli nella crono. Per Cadel altro secondo posto, ma questa volta la sensazione è di aver buttato via un&#8217;occasione d&#8217;oro. Nel 2009, dopo aver chiuso il Delfinato per la seconda volta secondo dietro Valverde, viene spazzato via da Contador sulle prime salite: esce di classifica ma salva la stagione con il terzo posto alla Vuelta e soprattutto con il titolo su strada di Mendrisio. Con la maglia iridata vince la Freccia, è protagonista sfortunato al Giro, quando, in piena lotta per la vittoria finale si ammala e cede fino al quinto posto; si presenta al Tour, è strepitoso sul pavè ma cade verso Morzine Avoriaz. Sembra nulla di grave, tanto che giunge con i big e indossa la maglia gialla: in realtà ha un polso fratturato che sulla Madeleine lo costringerà ad abbandonare i propri sogni gialli. Quest&#8217;anno parte bene, vince la Tirreno e il Romandia e si piazza secondo ( terza volta in carriera ) al Delfinato: a 34 anni sa di non avere molte altre chance, se vuole il Tour non può fallire.</p>
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		<title>Tour de France -10: i protagonisti, Alexandre Vinokourov</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 18:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste1983</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo tutti gli esperti e gli addetti ai lavori la Grand Boucle 2011 dovrebbe diventare una questione a due fra Contador e Schleck. Ma dietro loro c&#8217;è un numero incredibile di rivali più o meno agguerriti e attrezzati che per vari motivi credono di poter dire la loro: il primo è sicuramente Alexandre Vinokourov. Il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ste1983.wordpress.com&amp;blog=7599456&amp;post=582&amp;subd=ste1983&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_583" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/vinokourov.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-583" title="vinokourov" src="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/vinokourov.jpg?w=150&#038;h=104" alt="" width="150" height="104" /></a><p class="wp-caption-text">Uno dei sicuri protagonisti del prossimo Tour: Alexandre Vinokourov, già terzo sul podio di Parigi nel 2003</p></div>
<p>Secondo tutti gli esperti e gli addetti ai lavori la Grand Boucle 2011 dovrebbe diventare una questione a due fra Contador e Schleck. Ma dietro loro c&#8217;è un numero incredibile di rivali più o meno agguerriti e attrezzati che per vari motivi credono di poter dire la loro: il primo è sicuramente Alexandre Vinokourov. Il kazako dallo sguardo di ghiaccio, 38 anni da compiere, è senza ombra di dubbio il corridore più spettacolare e imprevedibile del panorama ciclistico internazionale: quest&#8217;anno, dopo una Parigi-Nizza in sordina, ha vinto tappe al Pais Vasco, al Romandia ( secondo in generale ) e al recente Delfinato ( terzo alla fine ) dopo essersi messo in buona evidenza nelle classiche delle Ardenne. Di certo, rispetto agli anni precedenti, è mancato nelle prove contro il tempo, dove spesso ha pagato dazio pesentemente, ma quando la strada saliva è sempre stato davanti a vender cara la pelle. Alexandre quest&#8217;anno si presenta al via come capitano unico della &#8220;sua&#8221; Astana, con Kreuziger a fargli da vice: sarà, con ogni probabilità, il suo ultimo Tour e vuole almeno tentare di salire sul podio. Vinokourov e il Tour, peraltro, hanno sempre avuto un rapporto conflittuale: già nel 2001 Vino era segnalato come possibile favorito ma solo nel 2003, quando correva con la T-Mobile e non aveva l&#8217;ingombrante ombra di Ullrich sulle spalle ( quell&#8217;anno era al Team Bianchi ), riuscì a fare classifica seriamente: terzo a Parigi, dopo aver infiammato le tappe alpine con i suoi attacchi. L&#8217;anno successivo il rientro di Kaiser Jan alla casa madre e un guaio fisico lo esclusero dalla corsa, mentre nel 2005 nonostante un quinto posto finale e due vittorie di tappa ( clamorosa quella di Parigi! ) il suo bilancio non fu positivo. Nel 2006 era uno dei tre grandi favoriti, prima che l&#8217;Operacion Puerto facesse piazza pulita di Ullrich e Basso: lui, appena arrivato alla Liberty, rimase appiedato, costruì l&#8217;Astana grazie all&#8217;appoggio del Primo ministro del Kazakistan, ma con solo 5 uomini pronti ad iniziare il Tour, gli venne proibito in extremis di partecipare. Vinta a mani basse la Vuelta 2006 nel 2007 era il favoritissimo: una caduta nelle prime tappe però lo tagliarono fuori dalla lotta buona e lui cadde nella tentazione dell&#8217;emotrasfusione. Scoperto e squalificato è tornato a correre a fine 2009: in tempo per ricordare al mondo che è un campione, in tempo per vincere per vincere di nuovo la Liegi e il Giro del Trentino, per indossare la maglia rosa e chiudere quinto il Giro e per guidare Contador al trionfo giallo del 2010. Nonostante il lavoro di gregariato, splendido sul pavè e sui Pirenei, Alexandre ha chiuso nei 15 il Tour dell&#8217;anno scorso: convinto che, correndo per se stesso, sarebbe giunto almeno terzo. Quest&#8217;anno vuole dimostrare che aveva ragione.</p>
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		<title>Tour de France -11: lo sfidante, Andy Schleck</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 14:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste1983</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai da almeno due anni è considerato l&#8217;anti-Contador. Andy Schleck, fratello minore di Franck, promessa assoluta del ciclismo mondiale fin dagli esordi, comincia a vivere questo dualismo come una vera e propria condanna. Dopo essersi messo in mostra al Giro 2007, dove fu sorprendente secondo dietro a Di Luca, e dopo un Tour 2008 al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ste1983.wordpress.com&amp;blog=7599456&amp;post=578&amp;subd=ste1983&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_579" class="wp-caption alignleft" style="width: 122px"><a href="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/schleck-a.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-579" title="schleck a" src="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/schleck-a.jpg?w=112&#038;h=150" alt="" width="112" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Considerato da tutti il grande rivale di Contador, Andy Schleck non può più sbagliare: il terzo secondo posto consecutivo suonerebbe come una sconfitta</p></div>
<p>Ormai da almeno due anni è considerato l&#8217;anti-Contador. Andy Schleck, fratello minore di Franck, promessa assoluta del ciclismo mondiale fin dagli esordi, comincia a vivere questo dualismo come una vera e propria condanna. Dopo essersi messo in mostra al Giro 2007, dove fu sorprendente secondo dietro a Di Luca, e dopo un Tour 2008 al servizio del fratello maggior e del poi trionfatore Sastre, il piccolo lussemburghese ha deciso di misurarsi lui stesso con la Grand Boucle, andando a sbattare contro sua maestà Contador: due secondi posti consecutivi conditi da altrettante maglie bianche di miglior giovane e, nel 2010, anche da qualche giorno in giallo e due vittorie di tappa. Non male per un ragazzo neanche 26enne, che in carriera ha già messo in bacheca una Liegi. Ma non basta. Quando si ha la sfortuna di imbattersi in un cannibale come Alberto, bisogna essere in grado di sfruttare ogni piccolo cedimento del rivale, cosa che lo scorso anno Andy non ha saputo fare. Dopo aver guadagnato secondi sul pavè, non ha avuto il coraggio di attaccare il rivale sulle Alpi per paura della reazione dello spagnolo, che invece non stava di certo bene. Ne venne fuori un Tour lottato sui secondi, deciso dal salto di catena di Andy sul Port de Bales e dalla crono conclusiva, dove Alberto chiuse i conti tra mille difficoltà. Probabilmente un&#8217;occasione d&#8217;oro buttata: Andy, sulla carta parte battuto contro il rivale non tanto in salita quanto a cronometro, anche se ha una squadra decisamente più attrezzata dello spagnolo e potrà contare sull&#8217;apporto fondamentale del fratello Franck. Il percorso gli si addice, soprattutto i primi dieci giorni mossi potrebbero essere buoni per tendere qualche agguato a Contador in modo da rendere più difficile il compito dello spagnolo. La stagione di Schleck finora è stata molto negativa: a differenza del rivale, che quando si mette il numero sulla schiena cerca sempre di vincere, Andy corre spesso coperto, senza sussulti, quasi stesse semplicemente facendo presenza. Ed è quello che è successo alla Vuelta Espana 2010 e poi quest&#8217;anno alla Tirreno, al Pais Vasco e all&#8217;ultimo Tour de Suisse, dove, uscito subito di classifca sulla prima salita, ha cercato delle fughe quasi per testare la gamba e fare delle prove sotto sforzo. Unico lampo dell&#8217;anno la Liegi, corsa che ama, in cui è giunto terzo ma con il fratello ( poi secondo ) è stato l&#8217;unico a tenere la ruota di Gilbert: anche qui, però, in superiorità numerica, qualcosa in più era lecito aspettarselo. Il Tour 2011 per lui rappresenta molto: dopo l0 scorso anno è convinto di poter battere Contador e ha incentrato tutta la sua stagione su questa tre settimane. Se fallisse potrebbe magari capire che al mondo non esiste solo il Tour.</p>
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		<title>Tour de France -12: il favorito, Alberto Contador</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 15:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ste1983</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In realtà basterebbe solo il nome per introdurre il grande favorito del prossimo Tour de France. Si chiama Alberto Contador, è nato a Pinto, periferia di Madrid, 28 anni e mezzo fa e, cosa che più conta, ha vinto le ultime 6 grandi corse a tappe a cui ha partecipato. O, se preferite, è imbattuto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ste1983.wordpress.com&amp;blog=7599456&amp;post=573&amp;subd=ste1983&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_575" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/images1.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-575" title="images1" src="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/images1.jpeg?w=150&#038;h=99" alt="" width="150" height="99" /></a><p class="wp-caption-text">Alberto Contador in rosa all&#039;ultimo Giro d&#039;Italia: il 2 luglio scatta la rincorsa alla sua 4°maglia gialla</p></div>
<p>In realtà basterebbe solo il nome per introdurre il grande favorito del prossimo Tour de France. Si chiama Alberto Contador, è nato a Pinto, periferia di Madrid, 28 anni e mezzo fa e, cosa che più conta, ha vinto le ultime 6 grandi corse a tappe a cui ha partecipato. O, se preferite, è imbattuto nei grandi giri dal 2007, anno del suo primo trionfo in Francia. Il palmares parla per lui: 3 Tour ( 2007,2009 e 2010 solo perchè nel 2008 non ha potuto partecipare ), 2 Giri ( 2008 e 2011 ) e una Vuelta ( 2008 ), insomma campione della cosiddetta Tripla Corona. Tra i grandi, ha appaiato Bartali a quota 6, punta Indurain e Armstrong a quota 7 e il record incredibile di Merckx ( 11 ) sembra alla sua portata: quest&#8217;anno, solo per gradire, al rientro dopo l&#8217;assoluzione dal caso clenbuterolo ( sentenza di appello ad agosto ) ha vinto Vuelta Murcia e Volta Catalunya prima di demolire gli avversari al Giro d&#8217;Italia. Il percorso del Tour 2011 poi gli si addice alla perfezione: 4 arrivi in salita e una crono lunga vallonata dove dare il colpo di grazie ai rivali. Obbiettivamente, se lo stato di forma fosse quello messo in mostra in Italia, ci sarebbe poco da fare per tutti gli avversari: ha ricordato da vicino il miglior Contador di sempre, spietato in salita e micidiale a cronometro, lontano parente del corridore in chiara difficoltà del Tour 2010. La chiave di lettura, che in fondo rende questo Tour molto più aperto di quanto si possa immaginare, è esattamente questa: sarà lo stesso Contador? Alberto non avrebbe dovuto disputare il Tour e mai nella sua carriera ha corso due grandi giri consecutivi ( unico precedente nel 2008, Giro e Vuelta, che però sono intervallati dal Tour ). Le notizie che arrivano dalla Spagna danno il Pistolero intento a visionare i percorsi del Tour e a smaltire le tante fatiche del Giro, cosa non semplice in 5 settimane; il rientro alle corse avverrà nel prossimo fine settimana ai Campionati nazionali e poi sarà Grand Boucle. Senza dimenticare che Alberto vuole diventare il primo corridore nella storia del ciclismo a vincere Giro, Tour e Vuelta nello stesso anno solare: i bene-informati dicono che questo non è l&#8217;anno buono, ma se dovesse arrivare anche la maglia gialla, difficile non farci un pensierino. Nella storia, la doppietta Giro-Tour non si verifica dal 1998, con Pantani, ma fu un Tour quantomeno strano, con la crisi di Ullrich verso Les Deux Alps che costò all&#8217;unico rivale di Marco ben 8 minuti. Quest&#8217;anno, per capirci, i rivali accreditati saranno molti di più. Più indietro ancora si arriva ad un altro spagnolo, il &#8220;Navarro&#8221; Miguel Indurain, capace di vincere Giro e Tour nello stesso anno per ben due volte, 1992 e 1993. Riuscirà Contador a ripetere l&#8217;impresa quasi 20 anni dopo?</p>
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		<title>Tour de Suisse: disastro Cunego, corsa a Leipheimer</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 16:09:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cosa accomuna Alexander Efimkin, Kim Kirchen, Tadej Valijavec, Robert Gesink e Damiano Cunego? Apparentemente nulla, se non fosse che condividono il poco invidiabile record di aver perso il Tour de Suisse nella crono finale. Quello che si è consumato oggi sulle strade intorno a Sciaffusa, però, ha del clamoroso: negli ultimi 5 anni, come detto, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ste1983.wordpress.com&amp;blog=7599456&amp;post=568&amp;subd=ste1983&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_569" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/damiano_cunego_maglia_gialla_ansa.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-569" title="damiano_cunego_maglia_gialla_ansa" src="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/damiano_cunego_maglia_gialla_ansa.jpg?w=150&#038;h=93" alt="" width="150" height="93" /></a><p class="wp-caption-text">Niente da fare per Damiano Cunego: il Tour de Suisse se lo aggiudica Levi Leipheimer per soli 4 secondi</p></div>
<p>Cosa accomuna Alexander Efimkin, Kim Kirchen, Tadej Valijavec, Robert Gesink e Damiano Cunego? Apparentemente nulla, se non fosse che condividono il poco invidiabile record di aver perso il Tour de Suisse nella crono finale. Quello che si è consumato oggi sulle strade intorno a Sciaffusa, però, ha del clamoroso: negli ultimi 5 anni, come detto, la crono finale ha sempre ribaltato la generale, ma ci si presentava allla prova contro il tempo con gli altleti ( spesso più di due come l&#8217;anno passato ) divisi da pochi secondi. Quest&#8217;anno tutto sembra predisposto per spezzare la maledizione visto che Damiano si presentava al via con 1&#8217;36&#8221;su Kruijswijck e 1&#8217;59&#8221; sul più pericoloso Leipheimer: fatti i conti, sui 32 km vallonati disegnati per la tappa odierna, circa 4&#8221; al km di vantaggio per l&#8217;italiano. Che però la crono fosse da specialisti veri lo si era capito subito, con Cancellara ( che vincerà la tappa ) subito in testa e Kloden che gli chiude alla spalle di pochissimi secondi: Leipheimer parte forte, continua fortissimo e chiude a tutta. Cunego nella prima parte gestisce bene, perde solo 28&#8221;, sembra in totale controllo; nel frattempo crollano Mollema, Van Garderen, uno dei favoriti di oggi, e a sorpresa Franck Schleck, che sperava forse di ripetere l&#8217;exploit di 12 mesi fa. Nella parte centrale però Damiano comincia a dare segnali di cedimento, troppo duro scomposto sulla bici: in 13 km Leipheimer gli mangia 1&#8242; e ai 10 dalla fine Cunego ha ancora 33&#8221; soltanto da difendere. Una difesa che, comunque, non sembrava impossibile, dato il percorso vallonato del finale; così mentre Kruijswijck difendeva con orgoglio il terzo gradino del podio dal ritorno di Fulgsang, Damiano lottava contro i secondi. Alla fine, sotto gli occhi dello stesso Leipheimer, saranno solo 4 quelli fatali, che lo consegnano al secondo posto della generale e regalano all&#8217;americano, amico di Armstrong, il Tour de Suisse. Delusione cocente per Cunego, che questo giro lo meritava se non altro per l&#8217;impegno e la grinta ritrovata: paga, a conti fatti, più della crono odierna, il mezzo passo falso di Malbun, giovedì, quando esagerò scattando in faccia a Mollema e fu staccato nel finale dal poi vincitore Kruijswijck e da Leipheimer stesso, che recuperò 9&#8221; più 4&#8221; di abbuono. Esattamente quelli che gli avrebbero regalato il Tour de Suisse. Chissà che la sconfitta non dia ancora più rabbia a Cunego in vista del Tour de France, dove un piazzamento nei 10, alla luce di quanto visto in questi giorni, non è impossibile. Ride, e ne ha ben donde, Levi Leipheimer, 38 anni, alla prima affermazione importante in Europa, dopo il Giro di California di un paio di anni fa: l&#8217;americano fu però già terzo al Tour de France 2007 e poi secondo alla Vuelta 2008, dove era già salito sul podio ( terzo) nel 2001. Un successo che potrebbe valere tanto soprattutto nelle gerarchie in casa Radioshack, vista la presenza di Kloden e Brajkovic, al prossimo Tour de France, al quale a partire da domani, bisogna cominciare a prepararsi.</p>
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		<title>Tour de Suisse: Hushovd, primo hurrà iridato!</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 18:05:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Doveva essere volata, la prima in questo Giro di Svizzera, e volata è stata. Nonostante la fuga di tre coraggiosi, Chavanel in testa, nonostante i tentativi nel finale di Voigt e Oss e nonostante le salitelle che hanno eliminato Cavendish e Greipel, la tappa numero 4 del Tour de Suisse si è decisa con uno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ste1983.wordpress.com&amp;blog=7599456&amp;post=565&amp;subd=ste1983&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_566" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/hushovd.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-566" title="hushovd" src="http://ste1983.files.wordpress.com/2011/06/hushovd.jpg?w=150&#038;h=77" alt="" width="150" height="77" /></a><p class="wp-caption-text">Fine del digiuno iridato per Thor Hushovd: sua la volata vincente nella quarta tappa del Tour de Suisse</p></div>
<p>Doveva essere volata, la prima in questo Giro di Svizzera, e volata è stata. Nonostante la fuga di tre coraggiosi, Chavanel in testa, nonostante i tentativi nel finale di Voigt e Oss e nonostante le salitelle che hanno eliminato Cavendish e Greipel, la tappa numero 4 del Tour de Suisse si è decisa con uno sprint a ranghi quasi compatti che ha regalato emozioni forti. Ci ha provato anche Ballan ai 600 metri a sfruttare un rettilineo in leggera salita che lo ha respinto poco dopo, quando dalla sua ruota è emerso niente di meno che Peter Sagan, il vincitore di ieri, uno che può vincere in salita e allo sprint senza colpo ferire. Imperioso lo scatto dello slovacco che riesce a fare il vuoto, eccezione fatta per il campione del mondo Thor Hushovd, un duro vero, che con la maglia iridata sulle spalle ancora non era riuscito a gioire: sprint di potenza pura, mentre dietro Marcato, Boonen e gli altri lottavano per il terzo posto distante almeno 20 metri. Testa a testa fino sul traguardo e colpo di reni per Hushovd, troppo esperto e furbo per non sfruttare la forza un pò acerba di Sagan; Peter di occasioni ne avrà ancora in sequenza, Thor oggi voleva mettere fine al digiuno da maglia arcobaleno. In classifica non cambia ovviamente nulla, con Cunego che passa un giorno tranquillo e mantiene 54&#8221; su Soler; domani potrebbe esserci la replica del duello odierno, con Cavendish e Greipel molto interessati a metterci il pedale. Da giovedì invece si ricomincia a salire: due sconfinamenti, il primo in Liechestein, il secondo in Austria, che dovrebbero decidere la corsa. L&#8217;arrivo di Malbun, giovedì è duro, davvero: già affrontato nel 2007, vinse per distacco Franck Schleck che staccò tutti di ruota; c&#8217;era anche Cunego, che giunse a quasi un minuto e mezzo. Venerdì a Serfaus, invece, la storia sarà diversa. La salita è quella del 2009, con un tratto molto duro ma il finale quasi pianeggiante, dove due anni fa riuscì ad arrivare con i migliori anche Fabian Cancellara, non esattamente uno scalatore purissimo. Cunego in questi due arrivi deve necessariamente guadagnare ancora qualche secondo soprattutto su Tejay Van Garderen, l&#8217;unica vera minaccia in ottica crono finale, che ad oggi paga 1&#8217;21&#8221;: arrivare a Sciaffusa con 2 minuti sull&#8217;americano sarebbe quasi un&#8217;assicurazione contro gli imprevisti, dato che nessun altro sembra in grado di recuperare contro il tempo a Damiano il distacco attuale.</p>
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